A settembre 2026 le due principali banche centrali occidentali hanno alzato i tassi a una settimana di distanza. La BCE ha deciso il 10 settembre, la Federal Reserve il 16. Dopo la decisione americana l’euro è sceso sotto 1,15 dollari, lontano dai massimi di inizio anno. Per le imprese italiane che esportano fuori dall’area dell’euro, il cambio si aggiunge ai dati sul commercio estero e al quadro dei dazi statunitensi.
In questo articolo parliamo di:
Le due decisioni di settembre
La Federal Reserve
Il 16 settembre la Federal Reserve ha alzato di 25 punti base l’intervallo obiettivo dei fed funds, dal 3,50-3,75% al 3,75-4%. È il primo aumento da luglio 2023. Da allora il FOMC aveva tagliato i tassi sei volte, per un totale di 175 punti base. La decisione è stata presa all’unanimità, con 12 voti a favore e nessuno contrario. È arrivata alla terza riunione presieduta da Kevin Warsh.
Nel comunicato il FOMC afferma che l’inflazione resta elevata e che il rialzo favorirà un ritorno più rapido all’obiettivo del 2%. Nelle proiezioni economiche pubblicate con la decisione, la maggioranza dei membri del FOMC prevede un ulteriore rialzo di 25 punti base prima della fine del 2026.
Nei giorni precedenti il presidente Donald Trump aveva chiesto più volte un taglio dei tassi invece di un aumento. Un portavoce della Casa Bianca, Kush Desai, ha definito la decisione infelice e, dal punto di vista dell’amministrazione, priva di ragioni economiche convincenti.
A luglio la Fed aveva lasciato i tassi al 3,50-3,75% per la quinta riunione consecutiva, con tre membri del FOMC contrari perché favorevoli a un rialzo. La prossima decisione è in calendario il 28 ottobre 2026.
La Banca Centrale Europea
Il 10 settembre la BCE ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento: dal 16 settembre il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. La prossima riunione del Consiglio direttivo è fissata per il 29 ottobre, il giorno dopo quella della Fed.
Il differenziale tra i tassi ufficiali
Dopo le due decisioni, il limite superiore dei fed funds (4%) supera di 150 punti base il tasso sui depositi della BCE (2,50%). Il limite inferiore (3,75%) lo supera di 125 punti base.
Il cambio euro-dollaro
A fine gennaio 2026 l’euro aveva superato 1,20 dollari, il livello più alto da quattro anni. Il 13 febbraio il cambio era a 1,187.
I cambi di riferimento pubblicati dalla BCE mostrano come si è mosso il cambio nelle ultime settimane. A fine luglio l’euro era tra 1,137 e 1,138 dollari. Il 24 agosto è salito a 1,1699. Il 10 settembre, giorno della decisione BCE, il cambio era a 1,1652. Il 16 settembre, giorno della decisione Fed, era a 1,1539. Il 18 settembre è sceso a 1,1481, il 21 settembre a 1,146 e il 22 settembre era a 1,149.
Il 16 settembre, secondo i dati riportati da DailyForex, il cambio a 1,154 corrispondeva a un calo dell’1,79% dall’inizio dell’anno.
I dati sul commercio estero italiano
Secondo l’Istat, a luglio 2026 le esportazioni sono cresciute dello 0,3% sul mese precedente e le importazioni sono calate dell’1,2%. L’aumento dell’export è la sintesi di un +6,9% verso i Paesi extra Ue e di un -5,6% verso quelli Ue. Su base annua l’export è cresciuto del 4,7% in valore ma è diminuito dell’1,7% in volume. La crescita in valore è stata maggiore verso i mercati extra Ue (+6,6%) che verso quelli Ue (+2,7%).
Su base annua, il contributo positivo più ampio all’export è venuto dalla Svizzera (+39,6%), seguita dai Paesi OPEC (+26,3%) e dalla Cina (+27,6%). Il contributo negativo maggiore è dovuto al calo dell’export verso i Paesi ASEAN (-26,9%).
Nei primi sette mesi del 2026 l’export è cresciuto del 4,6% e l’import del 4,3%. L‘avanzo commerciale è salito a 32,9 miliardi di euro dai 30,6 miliardi dello stesso periodo del 2025. A luglio il deficit energetico è stato di 5.515 milioni, contro 4.117 milioni un anno prima. I prezzi all’importazione sono aumentati dello 0,4% sul mese e del 5,0% sull’anno.
Il mercato statunitense
Secondo il rapporto Istat sul commercio estero pubblicato a marzo 2026, nel 2025 l’Italia è stata l’unica tra le maggiori economie europee ad aumentare, e in misura rilevante, le esportazioni verso gli Stati Uniti: +7,2%, mentre Germania, Francia e Spagna hanno registrato un calo. Lo stesso rapporto ricorda che nei primi mesi del 2025 l’incertezza sugli annunci di dazi aveva spinto ad anticipare gli acquisti per costituire scorte, e che a luglio 2025 un accordo ha fissato i dazi statunitensi sui beni europei.
A livello europeo, secondo Eurostat, a luglio 2026 le esportazioni dell’Unione verso gli Stati Uniti sono cresciute dell’11% e il surplus commerciale dell’Ue verso gli Stati Uniti è salito a 18 miliardi di euro.
Le prossime date
Il 7 ottobre la Fed pubblicherà i verbali della riunione di settembre. Il 16 ottobre l’Istat diffonderà i dati sul commercio estero di agosto. Il 28 ottobre si riunirà il FOMC e il 29 ottobre il Consiglio direttivo della BCE.