giovedì, Ottobre 08, 2026

Il decimo giorno di ostilità e la scossa ai mercati: petrolio sopra i 100 dollari e G7 in emergenza

Marzo 9, 2026
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Il conflitto tra gli Stati Uniti, Israele e l’Iran entra oggi, lunedì 9 marzo 2026, nel suo decimo giorno di escalation militare, trascinando l’economia globale in una fase di estrema turbolenza. Le notizie dell’ultima ora, che riportano attacchi con droni iraniani sul Bahrein e raid israeliani contro gli impianti petroliferi di Al Ma’ameer e centri di comando a Isfahan, hanno innescato un’ondata di panico sui mercati internazionali. La nomina ufficiale di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema, a seguito della morte del padre nei primi raid, segna un punto di non ritorno geopolitico che la comunità finanziaria sta prezzando con una rapidità senza precedenti, temendo una guerra di logoramento nel cuore del sistema energetico mondiale.

La corsa del Brent e la mobilitazione del G7 per le riserve strategiche

La reazione più violenta si è registrata sul fronte delle commodities. All’apertura delle contrattazioni odierne, il Brent è schizzato sopra la soglia psicologica dei 100 dollari, toccando punte di 119 dollari al barile prima di assestarsi attorno ai 108 dollari. Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz e i danni diretti alle infrastrutture estrattive iraniane hanno rimosso dal mercato una quota stimata in circa 20 milioni di barili al giorno. Di fronte a questo scenario, secondo indiscrezioni del Financial Times, i leader del G7 hanno indetto una riunione d’urgenza per autorizzare il rilascio congiunto delle riserve strategiche di greggio, nel tentativo di raffreddare i prezzi e scongiurare uno shock recessivo per le industrie europee e asiatiche.

Borse in rosso e il pressing sulle accise: l’impatto sull’economia reale

Le piazze finanziarie riflettono il clima di guerra, con l’Europa che ha aperto la settimana in profondo rosso e Piazza Affari che accusa colpi pesanti sui titoli ciclici, mentre volano i comparti della difesa come Leonardo. In Italia, l’impatto è già tangibile alla pompa di benzina: i prezzi del gasolio sono ai massimi dal 2022, spingendo il Governo guidato da Giorgia Meloni a valutare un decreto d’urgenza per il taglio delle accise tramite il meccanismo dell’accisa mobile. La fragilità della ripresa economica del 2026 è ora messa a dura prova da un’inflazione energetica importata che rischia di erodere il potere d’acquisto delle famiglie e costringere la BCE a una pausa forzata nel percorso di allentamento monetario, aggravando le condizioni di finanziamento per le PMI.

Pierfrancesco Palattella

Pierfrancesco Palattella

SEO Specialist, Esperto in Digital PR, Giornalista sul web. Founder & Ceo della Linking Agency dal 2021; founder de La Vera Cronaca nel 2009