Da giugno 2026 le imprese possono prenotare sulla piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici il nuovo iper-ammortamento. È la maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 al posto dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Il quadro attuativo si è definito tra maggio e luglio con il decreto MIMIT-MEF, i decreti direttoriali e l’apertura delle prime due fasi della procedura, mentre le comunicazioni successive attendono ancora i provvedimenti che le rendono operative.
In questo articolo parliamo di:
Il quadro normativo
La misura è disciplinata dall’articolo 1, commi 427-436, della legge n. 199/2025. Riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi negli allegati IV e V della legge. Gli allegati IV e V hanno sostituito i precedenti allegati A e B.
Rispetto ai crediti d’imposta degli anni precedenti cambia il meccanismo. Torna la maggiorazione del costo ammortizzabile, ai fini IRES e IRPEF, e il beneficio si ottiene quindi nella dichiarazione dei redditi. La misura del Nuovo Piano Transizione 5.0 ha una dotazione di 9,8 miliardi di euro.
L’iter attuativo si è svolto in questa sequenza. Il decreto è stato firmato dal MIMIT il 4 maggio e dal MEF il 7 maggio 2026 ed è stato registrato dalla Corte dei conti il 18 maggio. Il 10 giugno un decreto direttoriale MIMIT ha approvato modelli e istruzioni, e il 12 giugno alle ore 12 è stata aperta la piattaforma GSE per le comunicazioni preventive.
Le aliquote a scaglioni
La maggiorazione è calcolata sull’importo complessivo degli investimenti completati in ciascun anno ed è articolata in tre scaglioni: 180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro, 100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni e 50% sulla quota tra 10 e 20 milioni. Oltre i 20 milioni non spetta alcuna maggiorazione.
Studio Barberi propone un esempio. Un’impresa che nel 2026 effettua investimenti agevolati per 6 milioni di euro ottiene 4,5 milioni di maggiorazione sui primi 2,5 milioni (al 180%) e 3,5 milioni sui restanti 3,5 milioni (al 100%), per un totale di 8 milioni di euro. Con l’IRES al 24%, secondo le stime di MySolution, il risparmio fiscale corrisponde a circa il 43,2%, il 24% e il 12% del costo del bene nei tre scaglioni.
Il vantaggio si distribuisce nel tempo insieme alle quote di ammortamento. Un esempio di calcolo pubblicato da HSL Advisors considera un bene con coefficiente di ammortamento del 20% e una maggiorazione del 180%, pari a 18.000 euro: ne risulta un ammortamento aggiuntivo di 3.600 euro all’anno.
I beni agevolabili
Possono essere agevolati i beni materiali 4.0, cioè macchinari interconnessi, sistemi di controllo e qualità, dispositivi di interfaccia uomo-macchina e infrastrutture di calcolo. Sono esclusi esplicitamente pc, notebook, stampanti e dotazioni per l’ufficio. Rientrano anche i beni immateriali 4.0, come software, piattaforme e applicazioni. I nuovi allegati comprendono GPU, reti 5G, sistemi di cybersecurity OT/IT e cinque classi di intelligenza artificiale avanzata, mentre restano esclusi i software in modalità SaaS.
Sono agevolati anche gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, dimensionati fino al 105% del fabbisogno energetico dell’impresa.
Il requisito di origine dei beni
L’articolo 7 del decreto legge n. 38/2026 ha modificato il comma 427 della legge di bilancio, eliminando il vincolo che limitava l’agevolazione ai beni prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. La modifica vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. Secondo la ricostruzione di Agenda Digitale, il requisito di produzione europea resta invece per i moduli fotovoltaici.
I soggetti ammessi e quelli esclusi
L’agevolazione spetta ai titolari di reddito d’impresa: imprenditori individuali, anche in forma di impresa familiare o azienda coniugale, società di persone e di capitali, cooperative, enti con oggetto commerciale e stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
Sono esclusi gli esercenti arti e professioni, i contribuenti in regime forfetario, le imprese agricole che determinano il reddito con criteri forfetari o sostitutivi, e le imprese in stato di crisi o destinatarie di sanzioni interdittive. L’accesso è subordinato al rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e alla regolarità dei versamenti contributivi e assistenziali.
Cumulo con altre agevolazioni
L’iper-ammortamento si può cumulare con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali o europee, purché il totale non superi il costo sostenuto. Non si può invece sovrapporre al credito d’imposta Transizione 4.0 relativo agli anni 2025-2026. Quel credito resta utilizzabile per gli investimenti in beni materiali prenotati entro il 31 dicembre 2025 ed effettuati entro il 30 giugno 2026.
La procedura: 5 comunicazioni al GSE
L’accesso avviene tramite l’Area Clienti del GSE con SPID o CIE. Le comunicazioni obbligatorie sono cinque. Le prime tre seguono l’investimento: la preventiva, con cui si prenotano le risorse; la conferma; il completamento. Le altre due sono comunicazioni annuali di monitoraggio.
Comunicazione preventiva e di conferma
La comunicazione preventiva va inviata prima di avviare l’investimento ed è possibile dal 12 giugno 2026. La comunicazione di conferma, disponibile dal 21 luglio 2026, va trasmessa entro 60 giorni dall’esito positivo della verifica GSE. Deve attestare il pagamento dell’ultima quota di acconto necessaria a raggiungere almeno il 20% del costo di ciascun bene e riportare gli estremi delle fatture. Per i beni in leasing finanziario il requisito del 20% è soddisfatto con la firma del contratto e con l’ordine di acquisto sottoscritto dalla società di leasing. Il GSE comunica l’esito entro dieci giorni dalla ricevuta di invio, oppure chiede integrazioni da inviare nei dieci giorni successivi.
Completamento e monitoraggio
La comunicazione di completamento si invia dopo l’interconnessione del bene, entro il 15 novembre 2028. È la condizione per ottenere il beneficio. Le comunicazioni di monitoraggio sono due all’anno. Entro il 20 gennaio va inviata una comunicazione consuntiva e previsionale sugli investimenti dell’anno precedente, sui costi sostenuti e sull’uso previsto del beneficio. Entro il 30 giugno va inviata una comunicazione integrativa con il piano di ammortamento analitico. A inizio settembre, le fonti di settore segnalavano che le comunicazioni di completamento e quelle annuali erano ancora in attesa del decreto direttoriale che le attiva.
Decorrenza del beneficio e documentazione
La maggiorazione vale dal periodo d’imposta in cui l’impresa invia al GSE la comunicazione di completamento. Servono inoltre due condizioni: il bene deve essere entrato in funzione nello stesso periodo d’imposta e il GSE deve aver comunicato l’esito positivo delle verifiche.
Per tutti gli investimenti, a prescindere dall’importo, sono richieste una perizia tecnica asseverata da un professionista abilitato e una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale. Non è ammessa l’autodichiarazione. Il mancato invio delle comunicazioni o la mancata interconnessione del bene comportano la decadenza dal beneficio.
Le date da ricordare
Gli investimenti ammessi sono quelli dal 1° gennaio 2026. Per poter dedurre la maggiorazione nel modello REDDITI dell’anno successivo, i beni devono entrare in funzione entro il 31 dicembre di ciascun anno. Gli investimenti vanno completati entro il 30 settembre 2028 e la comunicazione di completamento va inviata entro il 15 novembre 2028. Alcune fonti indicano inoltre una clausola di salvaguardia: entro il 31 dicembre 2027 l’ordine deve essere stato accettato dal venditore e deve essere stato versato un acconto di almeno il 20% del costo del bene.