Il panorama normativo del 2026 introduce mutamenti sostanziali per le società di capitali e gli operatori economici, ridefinendo i criteri di accesso ad alcuni regimi di favore storicamente consolidati. La Legge di Bilancio 2026 interviene con decisione sulla tassazione dei dividendi e delle plusvalenze, limitando l’accesso al cosiddetto regime di esclusione (PEX) sia per i soggetti IRES che per quelli IRPEF. Tale restrizione prevede che l’agevolazione sia applicabile solo qualora la partecipazione sia detenuta in misura non inferiore al 5% o possieda un valore fiscalmente riconosciuto di almeno 500.000 euro. Questo innalzamento delle soglie dimensionali mira a concentrare il beneficio fiscale sulle partecipazioni di natura strategica e industriale, riducendo l’appetibilità per le micro-detenzioni finanziarie.
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Il rilancio dell’iper-ammortamento e i beni strumentali
A fronte di alcune restrizioni, il legislatore ha scelto di potenziare gli strumenti a supporto dell’innovazione tecnologica attraverso un rinnovato iper-ammortamento di matrice europea. Per l’anno 2026, è prevista una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi che può raggiungere il 180% per investimenti fino a una soglia di 2,5 milioni di euro. Questo meccanismo, che si inserisce nel solco della Twin Transition (ecologica e digitale), rappresenta una leva fondamentale per le imprese che intendono ammodernare i propri processi produttivi sfruttando le risorse del PNRR e i nuovi crediti d’imposta per la ZES unica.
In questo scenario, assume una rilevanza critica la procedura di interconnessione dei beni ai sistemi gestionali aziendali, condizione necessaria per la fruizione del beneficio maggiorato. La nuova normativa specifica che la perizia tecnica asseverata deve ora attestare non solo la conformità alle specifiche di Industria 5.0, ma anche l’effettiva riduzione dei consumi energetici certificata ex-ante ed ex-post. Tale requisito trasforma l’agevolazione fiscale in un vero e proprio strumento di policy energetica, obbligando le direzioni tecniche aziendali a una rendicontazione analitica dei risparmi ottenuti, con ripercussioni dirette sul calcolo del ritorno sull’investimento e sulla sostenibilità a lungo termine degli asset patrimoniali.
Plusvalenze e rateizzazioni: le novità per le società.
Un’altra novità di rilievo per il bilancio d’esercizio riguarda la gestione delle plusvalenze realizzate dalle società di capitali. Le nuove regole prevedono una rimodulazione dei criteri per la rateizzazione delle plusvalenze ai fini Ires, offrendo alle imprese una maggiore flessibilità nella gestione dei flussi di cassa derivanti dalla cessione di asset aziendali. Parallelamente, si segnala il “restyling” della disciplina sull’affrancamento delle riserve in sospensione d’imposta, un’opportunità che consente alle società di regolarizzare posizioni pregresse a costi contenuti, migliorando la solidità del patrimonio netto e la trasparenza verso i mercati finanziari.