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Il mercato italiano delle cripto-attività dopo il 1° luglio: operatori autorizzati, passaporto europeo e piattaforme senza licenza

Agosto 29, 2026
3 minuti di lettura

Dal 1° luglio 2026, in tutta l’Unione Europea, i servizi sulle cripto-attività possono essere offerti solo da operatori autorizzati secondo il Regolamento MiCAR. In Italia il passaggio si è concluso con otto prestatori di servizi autorizzati dalla Consob e un intermediario bancario che ha notificato l’attività. Tre mesi dopo, per gli utenti italiani conta soprattutto sapere quale società presta effettivamente il servizio, se è autorizzata in Italia tramite il passaporto europeo e cosa succede alle posizioni aperte presso operatori che non hanno ottenuto la licenza.

La fine del periodo transitorio

Il Regolamento MiCAR è entrato in vigore il 29 giugno 2023 e si applica ai prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) dal 30 dicembre 2024. L’articolo 143, paragrafo 3, prevedeva un periodo transitorio: gli operatori già attivi secondo le norme nazionali prima del 30 dicembre 2024 potevano continuare fino al 1° luglio 2026, o fino al rilascio o al rifiuto dell’autorizzazione se precedente.

Prima della scadenza, l’ESMA ha chiesto agli operatori non ancora autorizzati di preparare piani di dismissione ordinata, da attuare entro il 1° luglio 2026. I piani devono garantire il trasferimento delle cripto-attività dei clienti verso operatori autorizzati o portafogli auto-custoditi, senza danni economici per i clienti.

Il regime transitorio italiano

In Italia potevano beneficiare del regime transitorio i soggetti iscritti al registro OAM come VASP che avevano presentato domanda di autorizzazione nei termini previsti. Potevano continuare a operare fino alla decisione sull’autorizzazione e comunque non oltre il 30 giugno 2026. Con l’autorizzazione, l’operatore viene cancellato dal registro OAM.

Gli operatori autorizzati in Italia

Con il comunicato congiunto del 30 giugno 2026, Consob e Banca d’Italia hanno reso noti i soggetti abilitati. La Consob, in coordinamento con la Banca d’Italia, ha autorizzato otto CASP: CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform. A questi si aggiunge Banca Sella, che come intermediario già vigilato ha notificato alla Banca d’Italia la prestazione di servizi sulle cripto-attività.

Il 7 maggio 2026 CheckSig aveva annunciato di aver ottenuto per prima la licenza MiCAR in Italia. Young Platform e Hodlie sono state autorizzate il 29 giugno, il giorno prima della fine del periodo transitorio. Secondo Digitech.news, le autorità italiane, a differenza di molte omologhe europee, hanno rilasciato le licenze negli ultimi giorni utili.

Il passaporto europeo

Gli operatori autorizzati da Consob e Banca d’Italia, come quelli autorizzati negli altri Stati membri, sono iscritti nel registro dei prestatori di servizi per le cripto-attività tenuto dall’ESMA. Grazie al passaporto europeo possono offrire i loro servizi in tutti i Paesi dell’Unione.

Per questo i clienti italiani possono essere serviti legalmente anche da operatori autorizzati in un altro Stato membro. Secondo le ricostruzioni dei portali di settore basate sul registro ESMA, hanno un’autorizzazione CASP con passaporto esteso all’Italia, tra le altre, le entità europee di Coinbase (Lussemburgo), Kraken (Irlanda), OKX e Crypto.com (Malta), Bitpanda e Bybit (Austria). Per alcune grandi piattaforme internazionali, tra cui Binance, le fonti di settore riportano ricostruzioni non concordanti sullo stato della procedura di autorizzazione.

Le regole per gli operatori non autorizzati

Gli operatori che al 30 giugno non avevano ottenuto l’autorizzazione come CASP in almeno un Paese dell’Unione devono cessare l’attività. Possono svolgere solo le attività necessarie a chiudere i rapporti con i clienti: il trasferimento o la liquidazione delle posizioni, nel rispetto delle regole di condotta e degli obblighi antiriciclaggio e antiterrorismo, tutelando gli interessi dei clienti. Secondo il comunicato di Consob e Banca d’Italia, offrire servizi sulle cripto-attività senza autorizzazione viola la normativa europea.

Le indicazioni delle autorità per i clienti

Le autorità raccomandano di consultare il registro ESMA e di verificare quale entità giuridica presta concretamente il servizio. Le tutele del MiCAR si applicano solo se il prestatore è autorizzato nell’Unione, non quando il servizio è fornito da altre società del gruppo, anche extra-UE, che usano lo stesso marchio senza autorizzazione. Se il proprio fornitore non è autorizzato, le autorità indicano la possibilità di trasferire le cripto-attività a un operatore autorizzato o a un portafoglio auto-custodito.

Secondo le guide di settore, per servire clienti italiani un operatore autorizzato all’estero deve avere l’Italia (sigla IT) tra i Paesi coperti dal passaporto, e l’autorizzazione deve comprendere il servizio usato. Il registro ESMA viene aggiornato ogni settimana e può riportare anche autorizzazioni revocate, con la data di efficacia.

Altre avvertenze

Il white paper di una cripto-attività non equivale all’autorizzazione come CASP. Gli analisti segnalano inoltre il tema della reverse solicitation, cioè i servizi prestati su iniziativa esclusiva del cliente, fattispecie che il regolamento limita in modo rigoroso.

Il MiCAR non trasforma cripto-attività come Bitcoin o Ether in prodotti protetti dalle perdite. Stabilisce requisiti per chi offre custodia, scambio, piattaforme di negoziazione e altri servizi sul mercato europeo.

Il collegamento con la fiscalità e le comunicazioni

La fine del periodo transitorio coincide con il primo anno di applicazione del decreto legislativo n. 194/2025, che recepisce la direttiva DAC8. I prestatori di servizi autorizzati raccolgono i dati sulle operazioni dei clienti riferiti al 2026 e dovranno trasmetterli all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2027. Dal 1° gennaio 2026 si applica inoltre l’imposta sostitutiva del 33% sulle plusvalenze da cripto-attività, con l’aliquota ridotta del 26% per i token di moneta elettronica in euro conformi al MiCAR.

Pierfrancesco Palattella

Pierfrancesco Palattella

SEO Specialist, Esperto in Digital PR, Giornalista sul web. Founder & Ceo della Linking Agency dal 2021; founder de La Vera Cronaca nel 2009