L’economia italiana ha chiuso il secondo trimestre del 2026 in crescita, in un periodo segnato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz. I dati dell’Istat, confermati il 1° settembre, e la Congiuntura Flash di settembre del Centro Studi Confindustria descrivono un’economia che cresce in modo diverso da settore a settore, con i servizi in espansione e l’industria in calo, e con una revisione al rialzo delle stime annuali che riflette soprattutto i risultati del primo semestre.
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I dati Istat del secondo trimestre
Nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo, in valori concatenati e corretto per calendario e stagionalità, è aumentato dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,0% sullo stesso trimestre del 2025. Le stime confermano quelle preliminari diffuse a fine luglio. La crescita acquisita per il 2026 è confermata allo 0,8%, e l’Istat ricorda che il 2026 ha tre giornate lavorative in più rispetto all’anno precedente.
Il confronto con l’inizio dell’anno mostra un leggero rallentamento sul trimestre: nei primi tre mesi il PIL era cresciuto dello 0,3%, mentre tra aprile e giugno l’aumento si è fermato allo 0,2%. Su base annua la crescita è invece salita dallo 0,8% del primo trimestre all’1% del secondo.
L’offerta: servizi in crescita, industria e agricoltura in calo
Il valore aggiunto è diminuito dello 0,2% in agricoltura e dello 0,5% nell’industria, mentre nei servizi è cresciuto complessivamente dello 0,4%. All’interno dell’industria, l’industria in senso stretto ha perso l’1%, mentre le costruzioni sono aumentate dell’1,5%. Tra i servizi, sono cresciuti informazione e comunicazione (+1,2%), commercio, trasporto, alloggio e ristorazione (+0,7%) e attività professionali (+0,5%).
Anche nel primo trimestre l’industria era rimasta stazionaria, mentre i servizi erano cresciuti dello 0,4%.
La domanda: consumi e investimenti positivi, commercio estero negativo
Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono cresciuti: consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi sono aumentati entrambi dello 0,3%. Le importazioni sono salite dell’1,7% e le esportazioni dello 0,8%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del PIL. I consumi di famiglie e istituzioni sociali private hanno contribuito per 0,2 punti e gli investimenti fissi lordi per 0,1, mentre il contributo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche è stato nullo. La domanda estera netta ha sottratto 0,3 punti percentuali.
La composizione degli investimenti
All’interno degli investimenti, la crescita ha riguardato solo i fabbricati non residenziali e altre opere, saliti del 7,4%, e i prodotti di proprietà intellettuale, cresciuti dell’1%. Gli investimenti in abitazioni sono scesi del 7% e quelli in impianti, macchinari e armamenti del 2,3%.
Il quadro energetico secondo Confindustria
La Congiuntura Flash di settembre si concentra sul mercato petrolifero. A causa del conflitto nel Golfo, a settembre il transito di navi attraverso lo stretto di Hormuz è al 13% del normale e gran parte del greggio dell’area non può essere esportato: 17,4 milioni di barili al giorno su 20. Il Brent si mantiene quindi su livelli elevati e volatili, con una media di 101 dollari al barile a settembre e un picco di 109. Nella giornata del 22 settembre il Brent è sceso sotto i 100 dollari.
Inflazione ai massimi dell’anno
Secondo le stime preliminari Istat, ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) è aumentato dello 0,5% su base mensile e del 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio. L’aumento dipende soprattutto dai beni energetici: la variazione annua è passata dall’11,4% al 16,9% per quelli non regolamentati e dal 14,8% al 18,8% per quelli regolamentati.
Confindustria osserva che l’inflazione era all’1,0% a inizio 2026 e che gli energetici al consumo, soprattutto i carburanti, sono al +17,1%, da un precedente -6,2%. L’inflazione al netto di energia e alimentari resta per ora stabile all’1,8%, ma secondo il Centro Studi diversi beni potrebbero incorporare nei prossimi mesi i maggiori costi di trasporto.
Politica monetaria: BCE e Fed in fase di rialzo
Il 10 settembre il Consiglio direttivo della BCE ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Dal 16 settembre 2026 il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. È il secondo rialzo dell’anno, dopo quello dell’11 giugno e la pausa di luglio, e la prossima riunione è fissata per il 29 ottobre.
Secondo Confindustria, i mercati si aspettano ulteriori rialzi della BCE tra fine anno e il prossimo, per un totale di 1,25 punti. Anche la Federal Reserve ha iniziato ad alzare i tassi a settembre, portandoli al 3,75-4,00%, dopo un periodo di stabilità iniziato a gennaio.
Le previsioni per il 2026
Il Centro Studi Confindustria rileva che i previsori hanno rivisto al rialzo la crescita italiana 2026, dallo 0,5% stimato ad aprile allo 0,8%, grazie ai due trimestri positivi. Tra i motivi indicati ci sono il calo inatteso della domanda mondiale di petrolio, in particolare in Cina e Giappone, un minore trasferimento dei rincari ai beni non energetici e il contributo del PNRR nella sua fase conclusiva.
Nella stessa analisi Confindustria scrive che l’aumento dell’inflazione e dei tassi rallenterà consumi e investimenti anche in Italia, e che la spinta del PNRR si esaurisce nel terzo trimestre. La previsione annua dello 0,8% coincide con la crescita già acquisita a fine giugno, cioè con il risultato che si otterrebbe se il PIL restasse invariato nel terzo e nel quarto trimestre.
Produzione industriale, lavoro e turismo
Tra gli indicatori più recenti, Confindustria segnala che a luglio la produzione industriale è aumentata dello 0,7%, trainata dai beni di consumo (+2,1%). La variazione acquisita per il 2026 mostra forti differenze tra settori: auto in recupero (+8,8%), crescita per altri mezzi di trasporto ed elettronica, calo per mobili, tessile-abbigliamento-pelli e chimica.
Sul mercato del lavoro, a luglio gli occupati sono rimasti stabili rispetto al mese precedente, mentre disoccupati e inattivi sono diminuiti. Il tasso di occupazione è invariato al 63,2% e quello di disoccupazione è al 5,8%.
Nel turismo, a luglio le presenze in Italia sono cresciute del 3,5% su base annua grazie ai turisti stranieri (+7,3%), mentre i flussi di turisti italiani sono calati dell’1,3%.
Le prossime scadenze statistiche
La prossima diffusione dei conti economici trimestrali Istat è prevista per il 5 ottobre 2026. La stima preliminare del PIL del terzo trimestre è in calendario per il 30 ottobre 2026, il giorno dopo la riunione di politica monetaria della BCE.