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PIL italiano nel secondo trimestre 2026: crescita dello 0,2% tra shock energetico, tassi in rialzo e fine del PNRR

Settembre 17, 2026
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L’economia italiana ha chiuso il secondo trimestre del 2026 in crescita, in un periodo segnato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz. I dati dell’Istat, confermati il 1° settembre, e la Congiuntura Flash di settembre del Centro Studi Confindustria descrivono un’economia che cresce in modo diverso da settore a settore, con i servizi in espansione e l’industria in calo, e con una revisione al rialzo delle stime annuali che riflette soprattutto i risultati del primo semestre.

I dati Istat del secondo trimestre

Nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo, in valori concatenati e corretto per calendario e stagionalità, è aumentato dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,0% sullo stesso trimestre del 2025. Le stime confermano quelle preliminari diffuse a fine luglio. La crescita acquisita per il 2026 è confermata allo 0,8%, e l’Istat ricorda che il 2026 ha tre giornate lavorative in più rispetto all’anno precedente.

Il confronto con l’inizio dell’anno mostra un leggero rallentamento sul trimestre: nei primi tre mesi il PIL era cresciuto dello 0,3%, mentre tra aprile e giugno l’aumento si è fermato allo 0,2%. Su base annua la crescita è invece salita dallo 0,8% del primo trimestre all’1% del secondo.

L’offerta: servizi in crescita, industria e agricoltura in calo

Il valore aggiunto è diminuito dello 0,2% in agricoltura e dello 0,5% nell’industria, mentre nei servizi è cresciuto complessivamente dello 0,4%. All’interno dell’industria, l’industria in senso stretto ha perso l’1%, mentre le costruzioni sono aumentate dell’1,5%. Tra i servizi, sono cresciuti informazione e comunicazione (+1,2%), commercio, trasporto, alloggio e ristorazione (+0,7%) e attività professionali (+0,5%).

Anche nel primo trimestre l’industria era rimasta stazionaria, mentre i servizi erano cresciuti dello 0,4%.

La domanda: consumi e investimenti positivi, commercio estero negativo

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono cresciuti: consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi sono aumentati entrambi dello 0,3%. Le importazioni sono salite dell’1,7% e le esportazioni dello 0,8%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del PIL. I consumi di famiglie e istituzioni sociali private hanno contribuito per 0,2 punti e gli investimenti fissi lordi per 0,1, mentre il contributo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche è stato nullo. La domanda estera netta ha sottratto 0,3 punti percentuali.

La composizione degli investimenti

All’interno degli investimenti, la crescita ha riguardato solo i fabbricati non residenziali e altre opere, saliti del 7,4%, e i prodotti di proprietà intellettuale, cresciuti dell’1%. Gli investimenti in abitazioni sono scesi del 7% e quelli in impianti, macchinari e armamenti del 2,3%.

Il quadro energetico secondo Confindustria

La Congiuntura Flash di settembre si concentra sul mercato petrolifero. A causa del conflitto nel Golfo, a settembre il transito di navi attraverso lo stretto di Hormuz è al 13% del normale e gran parte del greggio dell’area non può essere esportato: 17,4 milioni di barili al giorno su 20. Il Brent si mantiene quindi su livelli elevati e volatili, con una media di 101 dollari al barile a settembre e un picco di 109. Nella giornata del 22 settembre il Brent è sceso sotto i 100 dollari.

Inflazione ai massimi dell’anno

Secondo le stime preliminari Istat, ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) è aumentato dello 0,5% su base mensile e del 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio. L’aumento dipende soprattutto dai beni energetici: la variazione annua è passata dall’11,4% al 16,9% per quelli non regolamentati e dal 14,8% al 18,8% per quelli regolamentati.

Confindustria osserva che l’inflazione era all’1,0% a inizio 2026 e che gli energetici al consumo, soprattutto i carburanti, sono al +17,1%, da un precedente -6,2%. L’inflazione al netto di energia e alimentari resta per ora stabile all’1,8%, ma secondo il Centro Studi diversi beni potrebbero incorporare nei prossimi mesi i maggiori costi di trasporto.

Politica monetaria: BCE e Fed in fase di rialzo

Il 10 settembre il Consiglio direttivo della BCE ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Dal 16 settembre 2026 il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. È il secondo rialzo dell’anno, dopo quello dell’11 giugno e la pausa di luglio, e la prossima riunione è fissata per il 29 ottobre.

Secondo Confindustria, i mercati si aspettano ulteriori rialzi della BCE tra fine anno e il prossimo, per un totale di 1,25 punti. Anche la Federal Reserve ha iniziato ad alzare i tassi a settembre, portandoli al 3,75-4,00%, dopo un periodo di stabilità iniziato a gennaio.

Le previsioni per il 2026

Il Centro Studi Confindustria rileva che i previsori hanno rivisto al rialzo la crescita italiana 2026, dallo 0,5% stimato ad aprile allo 0,8%, grazie ai due trimestri positivi. Tra i motivi indicati ci sono il calo inatteso della domanda mondiale di petrolio, in particolare in Cina e Giappone, un minore trasferimento dei rincari ai beni non energetici e il contributo del PNRR nella sua fase conclusiva.

Nella stessa analisi Confindustria scrive che l’aumento dell’inflazione e dei tassi rallenterà consumi e investimenti anche in Italia, e che la spinta del PNRR si esaurisce nel terzo trimestre. La previsione annua dello 0,8% coincide con la crescita già acquisita a fine giugno, cioè con il risultato che si otterrebbe se il PIL restasse invariato nel terzo e nel quarto trimestre.

Produzione industriale, lavoro e turismo

Tra gli indicatori più recenti, Confindustria segnala che a luglio la produzione industriale è aumentata dello 0,7%, trainata dai beni di consumo (+2,1%). La variazione acquisita per il 2026 mostra forti differenze tra settori: auto in recupero (+8,8%), crescita per altri mezzi di trasporto ed elettronica, calo per mobili, tessile-abbigliamento-pelli e chimica.

Sul mercato del lavoro, a luglio gli occupati sono rimasti stabili rispetto al mese precedente, mentre disoccupati e inattivi sono diminuiti. Il tasso di occupazione è invariato al 63,2% e quello di disoccupazione è al 5,8%.

Nel turismo, a luglio le presenze in Italia sono cresciute del 3,5% su base annua grazie ai turisti stranieri (+7,3%), mentre i flussi di turisti italiani sono calati dell’1,3%.

Le prossime scadenze statistiche

La prossima diffusione dei conti economici trimestrali Istat è prevista per il 5 ottobre 2026. La stima preliminare del PIL del terzo trimestre è in calendario per il 30 ottobre 2026, il giorno dopo la riunione di politica monetaria della BCE.

Claudia Barbara

Claudia Barbara

Giornalista ed esperta di Digital Marketing. Responsabile editoriale presso Linking Agency