giovedì, Ottobre 08, 2026

Quando l’innovazione trova casa: Expofin e la nuova sfida dell’accumulo energetico

Ottobre 1, 2026
5 minuti di lettura

La transizione energetica non si gioca soltanto sulla quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili. Una parte sempre più importante della partita riguarda ciò che succede dopo. Come conservarla, quando utilizzarla e come evitare che l’energia prodotta vada persa?

È su questo terreno che si muove ExpofinE.S.Co., realtà nata all’interno di un centro di innovazione certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e cresciuta attorno all’idea precisa di occuparsi di energia mettendo insieme tecnologia, progettazione e capacità di accompagnare il cliente nelle diverse fasi di un progetto.

Un approccio che l’azienda porterà anche al Smart Building Levante – MIBA Levante 2026 di Bari, dove sarà presente il 18 e 19 novembre per presentare le proprie soluzioni e raccontare più da vicino il lavoro sviluppato nel campo dell’efficienza e dell’accumulo energetico innovativo con EXPOFIN Solid Power.

Dalla progettazione alla gestione dell’energia

Expofin non si limita alla fornitura e all’installazione di singoli componenti. Il suo modello comprende l’analisi dei consumi, la valutazione delle opportunità finanziarie e degli incentivi disponibili, la progettazione interna, la realizzazione degli impianti e il successivo monitoraggio delle prestazioni attraverso sistemi IoT. È un’impostazione che consente di seguire il progetto lungo tutto il suo percorso e che si rivolge a interlocutori diversi, dalle Pubbliche Amministrazioni alle PMI, dalle realtà industriali ai privati.

In un settore nel quale la componente tecnologica procede di pari passo con una normativa spesso complessa, avere un unico interlocutore può fare la differenza. Ed è proprio nella capacità di tenere insieme questi diversi livelli che Expofin individua uno dei propri elementi distintivi.

Ma è soprattutto sul tema dell’accumulo che si concentra oggi una parte significativa della ricerca dell’azienda, anche alla luce di un cambiamento del paradigma del mercato testimoniato dalle numerose installazioni già realizzate, che spaziano dalle applicazioni residenziali fino ai sistemi multi-megawatt.

Produrre energia da fonti rinnovabili, infatti, non basta. Il fotovoltaico permette di generare elettricità quando le condizioni lo consentono, ma la domanda non sempre coincide con il momento della produzione. Da qui nasce la necessità di sistemi capaci di conservare l’energia e restituirla quando serve.

“L’indipendenza energetica non può essere legata soltanto alla produzione – spiega Luigi Benacchio, CMO di Expofin –. Bisogna ragionare anche sulla sicurezza, sulla durata e sulla possibilità di gestire l’energia in maniera intelligente”.

La ricerca sull’accumulo allo stato solido

È in questo ambito che si inserisce EXPOFIN Solid Power, tecnologia proprietaria di accumulo a stato solido avanzato sviluppata con una matrice al grafene ed elettrolita strutturato, che combina una componente solida con un gel stabilizzato.

La scelta progettuale punta soprattutto sulla sicurezza e sulla durata del sistema. La riduzione della presenza di liquidi liberi all’interno della cella limita infatti alcuni dei rischi associati all’evaporazione, alla formazione di gas e alla propagazione termica.

Secondo i test di laboratorio forniti dall’azienda, la tecnologia può raggiungere una vita utile di 15.000 cicli, mantenendo oltre il 70% della capacità residua. Un dato che, se rapportato all’utilizzo quotidiano di un sistema di accumulo, porta la discussione oltre la semplice capacità della batteria e introduce un altro tema centrale: quanto a lungo quella tecnologia riesce a mantenere le proprie prestazioni.

La soluzione, inoltre, non prevede l’impiego di metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio ed è compatibile sia con nuovi impianti fotovoltaici sia con installazioni già esistenti. Sono aspetti tecnici che, però, rischiano di rimanere difficili da comprendere per chi non lavora quotidianamente nel settore. Ed è proprio qui che Expofin ha scelto di intervenire anche sul piano della comunicazione.

Il racconto di Matteo Valenza per Expofin

“Una tecnologia può essere interessante, ma se le persone non riescono a capire cosa cambia concretamente nella loro vita, rimane qualcosa di distante”, osserva Eleonora Passarella, Co-Founder e Head of Communication di Expofin.

Da questa considerazione è nato il progetto di videoracconti realizzati con Matteo Valenza, creator bresciano e divulgatore specializzato nel mondo della mobilità elettrica, seguito da oltre 180 mila iscritti su YouTube.

L’obiettivo è portare la tecnologia fuori dalle schede tecniche e mostrarla nel suo utilizzo concreto. Un racconto che permette anche di mostrare il sistema virtuoso che lega produzione, accumulo e mobilità elettrica. Con la progressiva elettrificazione dei trasporti diventa infatti sempre più importante non affidarsi esclusivamente all’infrastruttura di ricarica disponibile sul territorio, ma affiancare alle colonnine la possibilità di produrre direttamente energia da fonti rinnovabili e conservarla per utilizzarla quando necessario. Un modello in cui impianto fotovoltaico e sistema di accumulo contribuiscono ad aumentare l’autonomia energetica e diventano parte di abitazioni e strutture sempre più efficienti, sostenibili e intelligenti.

Nei contenuti dedicati a EXPOFIN Solid Power, Valenza entra direttamente nelle installazioni per spiegare come funziona un sistema di accumulo allo stato semi-solido con anodo al grafene e affronta alcune delle domande che più frequentemente si pone chi sta valutando un investimento di questo tipo.

Quanto costa? In quanto tempo si recupera l’investimento? È possibile collegarlo a un impianto fotovoltaico già presente? Quanta autonomia può garantire? E soprattutto, cosa cambia rispetto a una batteria tradizionale? Domande apparentemente semplici, ma decisive quando si passa dalla curiosità alla scelta concreta di una tecnologia.

Il valore della divulgazione, in questo caso, sta proprio nel mostrare l’impianto nel suo contesto reale e nel tradurre caratteristiche tecniche e dati di laboratorio in situazioni che un potenziale utilizzatore può riconoscere. L’accumulo, così, smette di essere semplicemente una batteria da aggiungere a un impianto fotovoltaico e diventa una componente di un sistema più ampio, pensato per gestire in modo diverso l’energia prodotta.

Expofin: costruire oggi l’energia di domani

L’azienda sta lavorando a un modello che mette in relazione fotovoltaico, agrivoltaico, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, comunità energetiche e soluzioni destinate alle smart city. Il punto non è considerare queste tecnologie come elementi separati, ma farle dialogare attraverso piattaforme digitali e sistemi di controllo capaci di monitorare e ottimizzare i flussi energetici.

È una prospettiva che cambia anche il ruolo dell’utente. Non più soltanto qualcuno che consuma l’energia o installa un impianto, ma un soggetto che può conoscere meglio i propri consumi, gestire la produzione e decidere come utilizzare l’energia disponibile. Expofin sviluppa questa logica anche attraverso proprie app di gestione, inserite in un’infrastruttura tecnologica e digitale pensata secondo un modello completo, nel quale produzione, accumulo, monitoraggio e gestione dell’energia possono dialogare all’interno dello stesso ecosistema.

La sfida dei prossimi anni sarà quindi anche questa: imparare a utilizzare meglio l’energia che già siamo in grado di produrre. 

Per Expofin la tecnologia rappresenta una parte della risposta, ma non l’unica. Accanto alla ricerca ci sono la progettazione, la gestione dei sistemi e la necessità di spiegare in modo comprensibile soluzioni che, per loro natura, possono apparire complesse.

È in questo punto d’incontro tra innovazione e comunicazione che l’azienda sta costruendo il proprio percorso. Non soltanto sviluppare nuove tecnologie, dunque, ma creare le condizioni perché possano essere comprese, valutate, utilizzate e messe a valore, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica.

Per approfondire il funzionamento dei sistemi EXPOFIN Solid Power, è possibile consultare le videorecensioni realizzate da Matteo Valenza, dedicate alle batterie allo stato semi-solido e al loro impiego.

Redazione Trend Economy

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