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ZES Unica e Zone Logistiche Semplificate: la corsa agli incentivi 2026

Febbraio 1, 2026
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Il Mezzogiorno e le grandi aree portuali si confermano epicentro delle politiche di attrazione degli investimenti nazionali grazie alla proroga e al rafforzamento della ZES Unica. Per l’anno in corso, lo Stato ha stanziato una cifra record di 2,3 miliardi di euro per sostenere i progetti imprenditoriali che puntano sulla crescita infrastrutturale e sulla diversificazione produttiva nelle regioni del Sud. A questo massiccio intervento si aggiunge l’operatività a pieno regime delle Zone Logistiche Semplificate, che godono di un fondo dedicato di cento milioni di euro annui per favorire l’integrazione tra logistica merci e insediamenti industriali ad alto valore aggiunto. Questa architettura di incentivi non riguarda solo il risparmio fiscale immediato, ma mira a semplificare drasticamente gli iter burocratici per l’ottenimento delle autorizzazioni ambientali e urbanistiche, rendendo l’Italia più attrattiva per i flussi di capitale estero e per le grandi multinazionali del settore manifatturiero.

Procedure di comunicazione e attestazione degli investimenti produttivi

L’accesso al credito d’imposta per la ZES Unica non è automatico ma richiede il superamento di un iter procedurale estremamente rigoroso, volto a garantire la trasparenza e l’effettività dell’investimento. Gli operatori devono inviare comunicazioni preventive telematiche all’Agenzia delle Entrate indicando nel dettaglio le spese ammissibili e il piano temporale di esecuzione e, successivamente, devono attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti tramite una comunicazione integrativa asseverata da un revisore legale. È essenziale sottolineare che il mancato rispetto di queste scadenze temporali o l’omissione anche parziale della documentazione richiesta comporta il rigetto immediato dell’istanza e il recupero forzoso del credito eventualmente già fruito. Il controllo della Compliance è diventato l’elemento centrale per assicurare che le limitate risorse pubbliche vengano allocate correttamente entro i limiti di spesa prefissati, evitando distorsioni del mercato e favorendo le imprese che dimostrano una reale capacità di esecuzione dei progetti presentati.

Credito aggiuntivo per i progetti avviati nel 2025 e trascinamento fiscale

Una novità di assoluto rilievo per la pianificazione finanziaria riguarda le imprese che hanno già avviato importanti cantieri o ordinativi nel corso del 2025. Per questi soggetti è prevista un’integrazione del credito d’imposta pari al 14,6189 per cento, utilizzabile esclusivamente in compensazione orizzontale nel corso dell’anno 2026. Questa misura di trascinamento è volta a dare continuità ai progetti di investimento su larga scala, evitando rallentamenti dovuti all’incertezza della transizione normativa tra un esercizio e l’altro. Tuttavia, resta fermo il divieto assoluto di cumulo con altre agevolazioni a carattere nazionale, come il credito d’imposta Transizione 5.0, per i medesimi beni strumentali. Questa clausola obbliga le aziende a una scelta strategica preventiva, basata sulla simulazione del massimo rendimento fiscale e sulla valutazione dei tempi di ammortamento dei macchinari. In questo scenario, la consulenza tecnica e fiscale deve muoversi all’unisono per garantire che l’impresa ottimizzi il proprio posizionamento competitivo senza incorrere in rischi di sanzioni per eccesso di agevolazioni.

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio

Caporedattore e autore presso Influent People, Giocopulito.it e TrendEconomy.